Se il conflitto di interessi esiste sempre e solo per Berlusconi

Elsa Fornero, Mario Deaglio e, nel tondino, Silvia Deaglio

Siamo sempre tutti così bravi a contestare i mille conflitti di interessi di Silvio Berlusconi, come se ce li avesse solo lui e non tutta l’impresentabile classe dirigente che l’Italia ha.

In Italia sembra che i conflitti di interessi ce li abbia solo Silvio Berlusconi, ma Silvio Berlusconi anche se Silvio Berlusconi eccelle in negativo e si nota indubbiamente di più per volgarità e cafonaggine, sicuramente non è molto diverso dal resto della classe dirigente italiana. Una classe dirigente magari  meno appariscente ma altrettanto imbarazzante, quanto e più di Silvio Berlusconi.

Quante volte abbiamo puntato il dito contro il vergognoso conflitto di interessi dei giornali di proprietà o al servizio di Silvio Berlusconi? Tante e comunque mai abbastanza. Solo che a volte sembra quasi che il conflitto di interessi riguardi solo e sempre Silvio Berlusconi. Invece non è proprio così. Proprio per niente. E il conflitto di interessi, altrettanto vergognoso nella sua palese spudorata evidenza, è anche quello per esempio di Mario Deaglio che sul quotidiano indipendente (e terzista come va di moda dire)  La Stampa scrive un indignato editoriale contro Berlusconi e in difesa del governo Monti e delle scelte fatte dal ministro del Lavoro e delle Politiche sociali Elsa Fornero che – incidentalmente – è sua moglie.

La cosa, secondo me, che denota arroganza e presunzione è proprio il voler mettere il nome e cognome (con tanto di indirizzo mail dell’università di Torino dove insegna) su un commento che per pudore, discrezione o solo per una questione di eleganza sarebbe stato meglio almeno non firmare. Invece no. Anzi. La firma è la legittimazione pubblica del potere di una famiglia (nelle università come nei media non ci sono professori o giornalisti ma famiglie di professori o giornalisti, clan di professori o giornalisti e bande organizzate di professori o giornalisti militanti o terzisti che siano) e della sua celebrazione pubblica.

Così per esempio, all’università di Torino insegnano contemporaneamente Elsa Fornero (professore di Economia politica) il marito Mario Deaglio (professore di Politica economica) e la loro brillante figlia Silvia Deaglio (professore di Genetica). Perché se è vero che nel libero mercato meritocratico e competitivo non c’è più spazio per il posto fisso e per giunta sotto casa è pur vero che quando uno è bravo è bravo. E allora le regole non valgono più: il libero mercato alla fine viene sconfitto dai buoni sentimenti e la famiglia trionfa. Perché – esattamente come direbbe Silvio Berlusconi – alla fine della storia vuoi o non vuoi c’è sempre qualcuno più uguale di un altro. O una famiglia più uguale di un’altra. E la famiglia Fornero-Deaglio, come tutte la grandi famiglie della nostra classe dirigente così sobria che più non sobria non si può (altro che quel puttaniere di Silvio Berlusconi) non ha nessuna vergogna – ma proprio per niente – di ricordarcelo ogni momento. Per la serie il conflitto di interessi esiste sempre e solo per Silvio Berlusconi.

Il commento di Mario Deaglio sulla moglie ministro

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4 pensieri su “Se il conflitto di interessi esiste sempre e solo per Berlusconi

      1. francesco

        più in generale, i tecnici non sono la parte migliore del paese. ma certamente danni ne fanno o ne hanno fatti pochi. anche lì, se si fanno i paragoni con i partiti e i politici

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