Post a futura memoria su chi non può non sapere

Pier Luigi Bersani e Matteo Renzi

Matteo Renzi e Pier Luigi Bersani

A un giorno dalle primarie devo assolutamente scrivere un post a futura memoria. Futura ma non tanto lontana, diciamo al massimo un post che mi verrà buono già tra due o tre anni. Diciamo che lo rileggerò il 24 novembre 2014 o il 24 novembre 2015 e vedrò che effetto farà, se avrò avuto cioè ragione a scriverlo oppure no. Ed è un post rivolto a tutti quelli che pur sentendosi di sinistra andranno a votare le primarie del Pd. Andate a votare? Andate a votare il vecchio Bersani? Il maturo Vendola? O il giovane Renzi? Bene, sappiate che tra qualche tempo questo post vi smonterà ogni alibi: sarete irrimediabilmente sputtanati non appena comincerete a dire che non potevate immaginare, non potevate prevedere come andava a finire. Perché non è vero. Si sa benissimo come andrà a finire. E si sa anche oggi, sabato 24 novembre 2012, che andare a votare le primarie non è per niente serio. O almeno non lo è per chi si ritiene di sinistra o se non di sinistra almeno si sente riformista o se non riformista uno che vorrebbe una politica con meno corruzione, meno familismi, meno clientele.

Davide Serra, speculatore finanziario

Davide Serra

Quindi è bene che tutti quanti sappiate di non avere scuse accettabili: nessuno di voi avrà il diritto, solo tra un paio d’anni, di lamentarsene. Il vecchio Bersani o il giovane Renzi non cambieranno di una virgola quest’Italia per il semplice motivo che quest’Italia è a loro immagine e somiglianza. L’Italia di chi è pronto a cambiare tutto tranne una cosa: il legame – indissolubile – tra politica e affari. Quello non solo non si tocca, ma nemmeno si discute. Curiosi riformatori della politica, il vecchio Bersani o il giovane Renzi, finanziati da grandi speculatori finanziari con i conti alle Isole Cayman o più semplicemente dalla famiglia Riva per comprare l’omertà sulla tragedia italiana dell’Ilva di Taranto. E non dico altro, anche se ce ne sarebbe da dire un sacco e una sporta, anche perché sono cose sotto gli occhi di tutti. Anche di chi li voterà. Ma non è questo il punto. Dico solo che ognuno decide da che parte stare e ognuno trova la propria maniera per guardarsi allo specchio la mattina. Chiaro. Però non vi azzardate a dire tra qualche anno che non lo sapevate. Perché lo sapete benissimo. Bettino Craxi e Tony Blair e le loro storie non solo non possono essere considerati dei modelli per la sinistra, né per così dire per il centrosinistra: non possono essere proprio considerati dei modelli di riferimento e basta. Non potete non saperlo. E se siete così cialtroni, così italianamente cialtroni, che magari tra qualche tempo vi sarete magicamente scordato tutto è proprio questo il motivo per cui scrivo questo post.

Emilio Riva, padrone dell'Ilva

Emilio Riva

Leonardo Sciascia

Leonardo Sciascia

Se ho tempo e se ho voglia potrei anche valutare la possibilità di raccogliere un po’ di nomi importanti, di quelli che fanno opinione in Italia e archiviare le loro accorate dichiarazioni di voto. Gli stessi che al massimo tra due o tre anni si saranno già rimangiato tutto (accetto scommesse, d’altronde la sinistra italiana è come un disco incantato) e nel frattempo avranno già sostituito il vecchio Bersani o il giovane Renzi con altri aspiranti riformatori della politica e dell’Italia. Perché loro sono fatti così, sono quelli che io ho cominciato a chiamare – parafrasando le parole di Leonardo Sciascia a proposito dell’antimafia – i professionisti della speranza. Già, la speranza. Una delle parole forti della retorica di sinistra, che come diceva Mario Monicelli vuol dire tutto come non vuol dire niente. Per quanto mi riguarda però, anche se continuo sempre a sentirmi di sinistra, ultimamente mi succede una cosa strana. Ogni volta che sento questa parolona, “speranza”, mi viene automaticamente in mente quello che diceva mia nonna che faceva la fruttarola (fruttivendola in italiano) in piazza e cioè: “Chi vive sperando muore cacando”.

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4 pensieri su “Post a futura memoria su chi non può non sapere

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