Drive film disperato e truculento, ma soprattutto triste

Un'inquadratura del film Drive

Che dire di Drive, noir cinico e disperato tra le luci di Los Angeles in cui il solitario e depresso protagonista deve vedersela ogni volta da solo contro efferati criminali travestiti da persone apparentemente normali? Che è il tipico film che mi attrae e allo stesso tempo mi respinge.

Tipica storia di ordinaria violenza americana, verrebbe da dire. Raccontata dal danese Nicolas Winding Refn con un iperrealismo fumettistico alla Tarantino e allo stesso tempo con una visionarietà fredda e distaccata quasi alla (chiedo scusa al maestro) Kaurismäki. Che è poi l’unico motivo che me l’ha reso sopportabile fino ai titoli di coda. Perché con l’età sono evidentemente diventato sempre più allergico ai film truculenti e Drive a un certo punto deraglia e e sprofonda in un poco convincente splatter. Cosa che non fa più per me (Kill Bill per esempio continuo a reputarlo una cazzata).La locandina del film Drive

Vabbè, è un film così, che lascia il tempo che trova. Difficile da tenere a mente. Anzi. Semmai faccio fatica a capire come un prodotto hollywoodiano standard del genere possa aver vinto un premio a Cannes. E addirittura per la miglior regia, poi. Anche se faccio finta di stupirmi, in realtà credo di saperlo benissimo.

A differenza di quell’anima in pena di Marco Bellocchio che ancora continua a non farsene una ragione di come funzioni la politica anche nelle cose di cinema, posso immaginare come sia stato possibile commettere quello che mi sembra un errore direi anche notevole di valutazione. E cioè semplicemente perché i festival cinematografici (come d’altronde succede anche per i premi letterari) servono solo a promuovere i film, belli o brutti che siano. E non certo a stabilire il valore di un’opera o di un autore.

Almeno a Hollywood, sotto questo aspetto, sono più seri. Gli Oscar premiano dichiaratamente i film più riusciti esclusivamente ( o quasi) dal punto di vista commerciale. Da noi in Europa invece, vedendo certi capolavori del genere, penso che continuiamo allegramente a prenderci (quasi sempre) per il culo.

Voto: 5

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5 pensieri su “Drive film disperato e truculento, ma soprattutto triste

  1. Rudi

    Anch’io, come sai, non soporto più i film truculenti.
    A proposito, aspetto almeno 3 pareri prima di andare a vedere “Savages” (Le belve).
    Però la prima ora di “Drive” mi era piaciuta, glaciale e sconsolata, e la faccia del protagonista mi era parsa azzeccata, come un giovane Steve McQueen.

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  2. cazzochevento

    ma il voto è 5 su 5?
    come mai lo definisci un prodotto hollywoodiano standard? secondo me è superiore a tutti i film d’azione recenti proprio perché non è solo un film d’azione. Viste le sue opere precedenti (probabilmente migliori) Winding Refn è uno dei migliori registi degli ultimi anni, e sebbene temo sempre che prima o poi si farà corrompere dai soldi (così come ha già fatto da un po’ il peggior Nolan), guardando la fotografia e i silenzi dei suoi film non si può certo dire che siano convenzionali

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  3. segnaleorario Autore articolo

    Il giudizio è condizionato dalla deriva splatter che mi è sembrata una forzatura. Il film inizia e si sviluppa in maniera originale e convincente ma poi a un certo punto si trasforma – secondo me – in un “prodotto hollywoodiano standard”.

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