Il vero problema di Mario Balotelli è la famiglia Balotelli

Mario BalotelliCredo che farei benissimo a risparmiarmi certe considerazioni, ma Mario Balotelli è almeno per me ancora una ferita aperta. Consideratele uno sfogo da tifoso deluso. Quello che voglio dire è che secondo me il vero problema di Mario Balotelli è la famiglia. La famiglia adottiva Balotelli. Ed è una mia teoria che ho sviluppato nel corso degli anni dopo aver seguito con grande partecipazione l’inizio della sua carriera di cui mi vanto di aver previsto in largo anticipo e la pessima stampa che continua a portarsi dietro anche dopo aver lasciato l’Inter. Cominciai a rendermene conto dalla stranezza di certe reazioni. Di quando cioè leggevo di Mourinho che telefonava alla mamma di Balotelli per chiederle di intervenire più appropriatamente sull’educazione del figlio e la mamma di Balotelli faceva sapere al mondo intero ma come si permette questo qui, solo perché fa l’allenatore di mio figlio, di telefonarmi addirittura a casa. A quanto pare nessuno in casa Balotelli si fa insegnare l’educazione da chicchessia. Infatti, abbiamo visto come è proseguita la storia.

Secondo me il problema del povero Mario è sì di essere stato abbandonato in ospedale dai genitori naturali, ma anche di essere stato accolto da una famiglia esageratamente sensibile e giudiziosa. Troppo, veramente. Così sensibile e così giudiziosa da permettere che per esempio Mario a vent’anni vada a spasso con la Ferrari o che so bruci casa (e sono solo le prime due cose che mi vengono in mente). Così come ricordo ancora adesso le dichiarazioni su giornali e tv del fratello maggiore Corrado quando sorsero i primi gravi problemi di convivenza all’Inter. L’unica cosa che questo simpatico fratello, anche lui molto sensibile e giudizioso come il resto della famiglia, riusciva a dire a oltranza è che Mario doveva giocare sempre titolare e che se Moratti lo voleva tenere gli doveva dare subito tanti milioni. Milioni, milioni, milioni. Corrado Balotelli, almeno stando a quello che si leggeva sui giornali, non ripeteva altro. Il senso della vita in sintesi: begli insegnamenti, bel fratello maggiore. Bella famiglia, davvero.  Ma il punto massimo, l’apoteosi, di questo squallido tira e molla tra la famiglia Balotelli e il sempre come al solito inadeguato caro grande nostro presidente Massimo Moratti, ci fu quando la sempre sensibile e giudiziosa famiglia Balotelli decise di subappaltare Mario, di affidarlo a loro volta a Mino Raiola, di consegnare un ragazzino con i suoi problemi nelle mani di uno come Raiola e succeda quel che succeda. L’importante è che gli diano quanti più milioni sia possibile arraffare. E poi qualcuno ha pure il coraggio di chiedersi perché Mario Balotelli ha problemi.  L’unico che Mario Balotelli deve sempre ringraziare è Roberto Mancini. Per averlo lanciato all’Inter prima e per tutta la pazienza avuta: se Balotelli ha ancora una carriera davanti a sè non è certo per merito di Raiola, ma dell’allenatore del City che finora è sempre riuscito a impedirgli di deragliare. Finora, però.

Prendiamo l’ultima imbarazzante vicenda che più privata non si può: con tanto di intervista a pagamento, Raffaella Fico ha annunciato al mondo intero (e proprio nel momento clou degli Europei) di aspettare un figlio da Mario Balotelli: lui lo sa. Mario, però, dice di non saperne proprio niente e vuole vederci chiaro. Come? Semplice: mettendosi in croce da solo sui media. Invece di rimanere in silenzio per non aggravare la situazione già di per sè squallida e provare piuttosto a capire il da farsi, ha ulteriormente alimentato il pettegolezzo facendo diventare pubbliche questioni decisamente intime. Facile a questo punto chiedersi: Mario ha bisogno di cambiare frequentazioni. E ha assolutamente bisogno di avere un ufficio stampa che lo tuteli e gli impedisca di dire cazzate come di solito fa. Invece Mario Balotelli l’ufficio stampa ce l’ha eccome ed è — indovinate un po’ chi spunta fuori adesso? — la sorella. Cristina Balotelli fa la giornalista e come ho letto di recente dice di curare i rapporti con la stampa del fratello. Meno male che ci pensa lei, altrimenti in questi anni chissà come sarebbe stato trattato Mario Balotelli dai media…

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6 pensieri su “Il vero problema di Mario Balotelli è la famiglia Balotelli

  1. francesco

    Cristina Balotelli lavora a radio24/il sole 24 ore e ha rischiato di rimanerci secca in Afghanistan. che però è stata missione più semplice che fare l’ufficio stampa di supermario balopirla

    ps: come sai a me Balotelli sta sui coglioni e penso che la cessione sia stata per Moratti una delle cose (poche) azzeccate in questi anni….

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  2. Voici

    A Mario sono propenso a perdonare quasi tutto.

    Essendo un genitore adottivo, di figli ormai adolescenti, ho maturato delle convinzioni che me lo rendono simpatico a prescindere.
    Con i miei figli non sono disposto a transigere, alcuni comportamenti sono assolutamente off limits, ma le tensioni e i litigi che nascono in famiglia per ogni diniego sono devastanti. Non bastasse questo, molti degli psicologi che spesso seguono questi ragazzi e le loro famiglie, sono propensi a far allentare le briglie piuttosto che creare tensioni. Tensioni che a loro dire, portano al baratro.
    Sono figli ”particolari”, bisogna prenderne atto.
    Non è argomento facile mi rendo conto, e le notizie, che ho letto anche io, sono da prendere con le molle.

    Per questo, tante attenuanti sono disposto a concederle anche ai genitori, se hanno sbaglieato lo hanno fatto in buona fede. Già è difficile essere genitori, lo è molto di più esserlo di figli che hanno il disperato bisogno di capire cosa c’è di tanto sbagliato in loro da essere stati abbandonati.
    Si sentono provvisori e tu non riesci a dagli certezze. Fanno gli stronzi, anche se non lo sono e credimi ti mandano ai pazzi – vedi pupone -.

    Che poi fra i valori di una famiglia ci sia anche quello di monetizzare il più possibile, che dire? Non sono i miei. Dire che siano ”il motivo”, mi pare azzardato.

    È stato creato il personaggio, si cambierà qualche carattere a secondo della convenienza e dell’ appartenenza, ma Mario è un altra cosa ed è talento puro.
    Avrebbe bisogno di un genitore o di un amico così:

    Manca il, non è colpa tua, ma ti ho già ammorbato a sufficienza.

    Gli auguro di trovarlo.

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  3. ES

    Ho letto con vero interesse il tuo articolo e con approvazione il commento di Voici. Anche io, figlia adottiva, capisco e vedo in Mario tanti dei comportamenti che mi sono familiari.
    A me Mario sta simpatico e il fatto che un ragazzo di 20/21 anni combini cazzate come lui è cosa normale. Prova tu a guadagnare 150,000 Euro a settimana e rimanere normale! Come fai ad abituarti all’idea che i soldi non sono un problema e che puoi avere tutto quello che ti pare?! Soprattutto quando sai che le tue origini sono di famiglia povera. Già ad una persona normale (nel senso non adottata) questo darebbe un pò alla testa, figuriamoci ad uno che deve convivere con l’idea di essere stato abbandonato (perché poverino aveva problemi di salute, e chissà quanto sarebbe costato ai suoi genitori naturali!).
    Mio fratello più piccolo, anche lui adottato, assomiglia molto a Mario in quanto è timido e riservato, non tende ad esternare i suoi sentimenti e il sentimento più grande (che è sempre li in qualche luogo della nostra mente) quello dell’abbandono, non riesce a superarlo. Ha fatto molte più cavolate di Mario. Ma non sono qui per parlare di mio fratello o per giustificare Mario. Voglio solo cercare di farti capire che la famiglia ha un’influenza solo fino ad un certo punto. Se i suoi si sono resi conto che Mario aveva talento, perché non incoraggiarlo e supportarlo nella sua carriera? Avrei voluto che anche i miei avessero fatto così, invece si sono limitati a darmi cose materiali e nemmeno tutto l’amore e affetto che ho voluto. Penso che il compito di un genitore adottivo sia un compito molto difficile e trovo che tanti genitori adottivi non sanno come spiegare ai loro figli che anche se sono stati abbandonati questo non vuol dire che non siano amati. Ogni genitore lo fa a modo suo, quelli di Mario nel supporto della sua carriera…. Io penso poi che sia nella natura dell’uomo di approfittare delle situazioni. Il giorno in cui diventerò avvocato sono certa infatti che i miei si approfitteranno di questo e così i miei parenti eccetera eccetera. Io spero solo per Mario che lui trovi delle persone stabili e con una sensibilità più spiccata rispetto ad una come la Fico che vendeva la sua verginità per un milione di Euro. Per fortuna che da questa se ne è allontanato.

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