Il primo uomo delude le attese

Locandina del film di Gianni Amelio "Il primo uomo"Secondo me una grande occasione persa, Il primo uomo di Gianni Amelio. D’accordo, il soggetto non era di quelli più facili da portare sullo schermo — la trasposizione dell’omonimo romanzo autobiografico di Albert Camus — ma non è questo il punto. Non mi ha convinto per niente. Perché sembra girato tanto per,  forse senza la necessaria convinzione e soprattutto senza  l’energia di chi fa sentire allo spettatore l’assoluta necessità del film che sta guardando. Fatto sta che nonostante l’indubbia grandezza dei temi trattati, alla fine prevale un certo senso d’incompiutezza.

E poi, la cosa più imperdonabile, non ha i tempi giusti: esageratamente lento, prevedibile e senza particolari scene da ricordare. Chissà, forse la scelta del protagonista adulto (Jacques Gamblin) con quei continui primi piani monocordi e gli sguardi sempre persi nel vuoto forse non sembra particolarmente indovinata.

Rimane lo stile inconfondibile dell’autore di capolavori come Il ladro di bambini o Colpire al cuore, la sua sensibilità (soprattutto nel saper rappresentare come sempre lo sguardo infantile) e la sua grande attenzione etica e politica. Per il resto non è sicuramente uno dei suoi lavori che saranno particolarmente ricordati.

Voto: 5½

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