Gian Valerio Lombardi: se questo è un prefetto

Gian Valerio Lombardi, prefetto di MilanoGian Valerio LombardiSe stamattina hai un qualsiasi problema e ti trovi a Milano non ti preoccupare. C’è una macchina in doppia fila che blocca la tua? O magari oggi proprio non riesci a trovare un parcheggio? O, che so, la baby sitter ha disdetto all’ultimo momento e non sai stasera a chi lasciare tuo figlio? Nessun problema: chiama il prefetto di Milano, Gian Valerio Lombardi, e tutto si risolverà in quattro e quattro otto. Telefona in prefettura e fatti passare Lombardi spiegando bene che si tratta di una cosa urgente e vedrai che immediatamente ti passeranno sua eccellenza in persona e gli potrai chiedere qualsiasi cosa tu abbia bisogno. Te lo passeranno immediatamente anche se magari è impegnato in una di quelle solite riunioni sempre così importanti e di cui proprio non possono fare a meno. D’altronde, a che servono sennò i prefetti e le prefetture? Già, le prefetture.

Secondo me, sarò pure ripetitivo ma non mi stancherò mai di ripeterlo, tutte le prefetture d’Italia rappresentano un pericolo per l’ordine e la sicurezza del Paese quasi quanto la mafia o qualsiasi altra forma di criminalità organizzata.  La mia è una provocazione, ma lo è fino a un certo punto.

Si fa un gran parlare di riforme e di riformismo ma mai nessuno (a sinistra o men che mai nel centrosinistra) che osi toccare o mettere in discussione istituzioni che non solo non funzionano come dovrebbero ( se mai abbiano funzionato) ma sono le maggiori responsabili del degrado della democrazia nel nostro disgraziato Paese. Prefetture, questure, procure e tribunali (esclusa naturalmente una minoranza di poliziotti, magistrati e giudici per vocazione e che spesso rischiano la vita per far rispettare le leggi) sono diventati nel corso dei decenni centri di potere quasi del tutto fuori controllo.

Ma la guerra privata di Berlusconi a magistrati e giudici che ci ha portato a schierarci senza se e senza me dalla parte di magistrati e giudici allo stesso tempo però ci ha fatto perdere di vista la realtà dei fatti. E cioè: così come le rivendicazioni di Berlusconi nei confronti della cattiva giustizia sono strumentali ( le leggi ad personam parlano da sole) è pur altrettanto vero che se Berlusconi ha sicuramente torto nel suo caso specifico avrebbe però perfettamente ragione se solo si andasse ad analizzare e valutare più in generale il funzionamento complessivo della giustizia. Berlusconi non è sicuramente una vittima della giustizia italiana, ma il fatto che Berlusconi abbia torto non assolve automaticamente la giustizia italiana. Non per questo, insomma, si può affermare che la giustizia italiana funzioni come dovrebbe.

Anzi, non funziona proprio per niente ed è profondamente ingiusta. E spesso e volentieri è davvero poco seria. D’altronde, come potrebbe essere altrimenti, se esistono prefetti come quello di Milano, sua eccellenza Gian Valerio Lombardi? Ascoltando per esempio questa telefonata viene da chiedersi se Gian Valerio Lombardi sia un prefetto o cosa. È credibile un prefetto del genere? Dà sufficienti garanzie un prefetto che si mette immediatamente a disposizione di una escort o quello che è? È una persona seria uno così? Secondo me no, per niente. Anche se già so che molti italiani sono pronti a capirne le ragioni, a difenderlo a prescindere e in qualche maniera a giustificarlo. A più d’uno apparirà perfino simpatico, nell’evocare subito un personaggio da cinepanettone. Certi italiani, si sa, amano i furbi e i cialtroni e considerano la furbizia e la cialtroneria qualità e non difetti. L’Italia, purtroppo, è anche questo.

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5 pensieri su “Gian Valerio Lombardi: se questo è un prefetto

  1. alexdoc

    L’Italia é soprattutto questo. Ho sempre condiviso in pieno, parola per parola, questo tuo genere di post. E’ un argomento in cui sono sempre stato in direzione ostinata e solitaria, senza i pregiudizi che avvolgono tutti. Mi sento fiero di non essermi mai schierato “senza se e senza ma” con la magistratura per partito preso, qualunque cosa faccia, “a prescindere” (alla Totò), chiudendo gli occhi sui suoi errori orrori ed eccessi, come purtroppo farà sempre una certa sinistra. Sono sempre più convinto che da noi non esiste giustizia, e ringrazio solo l’ottuso narcisismo di Berlusconi che gli ha impedito di impugnare questo serissimo argomento dal punto di vista di tutti gli italiani che ne sono vittime reali o potenziali. Avrebbe avuto ragione e non ce lo saremmo mai levati di torno. Per fortuna non ha mai ascoltato i più intelligenti della sua parte come Facci o Porro che lo spingevano in quella direzione e si é attardato e incancrenito in un delirante vittimismo, tanto più patologico quanto falso, tutto é tranne che perseguitato. Ma sono talmente antiideologico su questo tema a me molto caro che arrivo a dire che il giorno che questo disastrato paese avrà la responsabilità civile dei giudici sarà sempre troppo tardi, ma festeggerò fregandomene di chi ha promosso questa sacrosanta battaglia di civiltà, siano essi anche gli “incivili” Lega o Pdl. “Non importa di che colore é il gatto, l’importante é che acchiappi i topi”, almeno in questa frase Mao aveva tutte le ragioni.

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  2. alexdoc

    E rincaro la dose: il cavalcare questo problema da un’ottica belluina e corporativa, da “partito delle toghe” che nanno sempre ragione, é il motivo per cui non voterò mai più Idv, di cui sono già un “pentito”. Ora il più é cercare un partito per cui valga la pena votare, mi pare un’odissea.

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  3. liviobo

    condivido del tutto. quella telefonata con la polanco, nella sua apparente innocuità, è una delle più penose fotografie candid dell’italia che abbia mai ascoltato

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