L’Ilva avvelena Taranto anche per i periti

Inquinamento dell'Ilva a Taranto
Oddio, ci hanno messo qualcosa come quindici anni però ora sembra proprio (incredibile ma vero) che il processo all’Ilva si faccia per davvero. E anche se non è detto che si riesca a mettere il Gruppo Riva di fronte alle proprie responsabilità — non è detto proprio per niente, visto il funzionamento della giustizia soprattutto quando si vanno a toccare interessi importanti — bisogna comunque ammettere che i periti che dovevano fare tutti gli accertamenti del caso hanno almeno lavorato seriamente:

L’indagine, affidata a tre specialisti, ha accertato l’esistenza di una possibile connessione tra le malattie, le morti causate da tumori e l’inquinamento prodotto dalle emissioni dagli impianti industriali dell’Ilva, e sarà discussa in camera di consiglio nell’udienza del 30 marzo. E’ la seconda parte della maxi-indagine: la prima, svolta dai chimici, ha già accertato la pericolosità delle sostanze inquinanti per la salute di lavoratori e cittadini di Taranto.

Vedremo cosa succederà caso mai le cose cominciassero a mettersi male per Emilio Riva, l’imprenditore che nel 1995 riuscì a rilevare lo stabilimento tarantino dell’Iri (che costituisce uno dei maggiori complessi industriali per la lavorazione dell’acciaio in Europa) a un buon prezzo (c’è chi sostiene che fu regalato o quasi) grazie all’intercessione della Lega. Interverrà di nuovo Bossi, o sarà sufficiente una buona parola di Monti?

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