Inviati

Doppia pagina del Corriere della sera su Taranto, una delle città più inquinate d’Europa e sull’Ilva, una delle acciaierie più inquinanti d’Europa. Arriva l’inviato speciale Gian Antonio Stella, mica no. E mo’ sono cazzi amari per tutti. Prima domanda a cui dare una risposta: ma l’Ilva del leghista Emilio Riva inquina oppure no? Bella domanda. E Gian Antonio Stella va, vede e chiede. A chi? Ma a Emilio Riva, no? Se non lo sa lui chi dovrebbe saperlo? Allora, Riva, l’Ilva inquina? Ma quando mai. Anzi. Se non era per lui, che nel 1995 rilevò l’acciaieria quando si chiamava ancora Italsider ed era un’azienda di stato, allora sì che sarebbero sorti problemi ambientali. Per fortuna, dice sempre Riva a Stella, ci ha pensato lui a scongiurare ogni pericolo investendo per l’ambiente e l’ecologia «complessivamente 907 milioni di euro». Altro che storie. L’Ilva non inquina e Riva è un benefattore che lotta contro l’inquinamento cacciando i milioni, tanti milioni, di tasca sua. Prove? Zero. Stella si è fidato sulla parola. Ma le ceneri e i fumi tossici e gli scarichi di lavorazione quelli sì, sono reali e sotto gli occhi di tutti. E pure i malati e i morti per le patologie dell’apparato respiratorio. Insomma, l’Ilva inquina oppure no? Che so, magari bastava chiedere a qualche metalmeccanico anziano che si sarebbe fatta per prima cosa una bella risata. A Taranto lo sanno tutti che Riva non ha cacciato una sola lira prima e un solo euro dopo per la città. Mai. Riva è quello che ha invece smantellato tutti i servizi sociali e pubblici finanziati dall’Italsider che aveva voluto in questo modo favorire e consolidare un legame forte con la città per farsi perdonare la difficile coabitazione. Riva è quello che ha chiuso qualsiasi tipo di rapporto con le istituzioni locali. Ma tant’è, Riva dice che ha investito 907 milioni di euro contro l’inquinamento. E Stella scrive. La speranza è che un tale benefattore non presenti addirittura il conto a Taranto prima o poi. Uno a zero, palla al centro.

Vabbè, passiamo ad altro e andiamo avanti. E dato che Gian Antonio Stella è uno obiettivo ha pensato bene di sentire anche le altre campane. Gli ambientalisti per esempio. Due. Uno che vuole far chiudere l’Ilva perché sta uccidendo Taranto e i tarantini e per questo chiede di fare un referendum. L’altro, invece, che non vuol far chiudere l’acciaieria perché comunque dà posti lavoro e vuole dialogare con Riva affinché si riesca a convincerlo a inquinare di meno in un prossimo futuro. Peccato però che a Riva del dialogo non gliene freghi assolutamente niente. E il referendum? Non sia mai. Non se ne parla nemmeno. E che vogliamo far decidere così, liberamente, ai cittadini il loro futuro? Ma che scherziamo? E zacchete! Stella ci si butta a pesce: sinistra divisa, sinistra inconcludente, sinistra attaccabrighe. Sinistra, che cazzo dici? Due a zero e palla di nuovo al centro.

Finita la paginetta sull’inquinamento, Stella dà il meglio di se stesso nel suo tipico e brillante esercizio di stile: prendere per il culo, non senza un velato retrogusto razzista, il solito Sud dove non funziona mai niente, così cencioso, chiacchierone, inconcludente quanto corrotto. Prima vittima l’inconsapevole sindaco Ippazio Stefàno, ottimo pediatra, inossidabile idealista di sinistra vecchio stampo e soprattutto un grande uomo assolutamente refrattario a qualsiasi magna-magna (ne parlo per conoscenza diretta, ndb). Ma tant’è, per chi non conoscesse Taranto e la sua storia recente a leggere Stella sembrerebbe anche lui responsabile della diffusa corruzione di una classe dirigente (di destra e di sinistra) che in pochi anni si è letteralmente mangiata il Comune e le sue istituzioni. Ma Stefàno ha soltanto ereditato gli sfracelli commessi dal sindaco Rossana Di Bello (pupilla di Berlusconi) e dal vicesindaco Michele Tucci (uomo di fiducia di Casini) e se ha una colpa è quella di essere una persona perbene al posto sbagliato nel momento sbagliato. Ufficialmente, stando alle stime più recenti, il sindaco Di Bello e il vicesindaco Tucci avrebbero rubato (o permesso che si rubassero) in poco più di cinque anni dalle casse cittadine qualcosa come 637 milioni di euro. Ripeto: 637 milioni di euro. Senza che nessuno – né l’opposizione, né la stampa, né la magistratura – muovesse un dito. Insomma, una manna dal cielo per l’insaziabile Stella implacabile nello sciorinare cifre su cifre sempre e solo negative. E il senso che ne viene fuori è questo: altro che inquinamento, ce ne fosse di inquinamento, significherebbe tanti altri altoforni in cui poter richiudere tutto il tempo questi benedetti approfittatori che non sono altro. Evvai, 3-0 e palla sempre al centro. Finita qui? No, manca il finale. Con tanto di botto: la parola passa a Giancarlo Cito, uno di quei fenomeni da baraccone che tanto piacciono a quelli del Corriere della sera. Stella racconta così la città attraverso le parole dell’ex sindaco Cito, l’imprenditore-giornalista simbolo per eccellenza del populismo più becero e parodistico non solo di Taranto, della Puglia, del Sud ma di tutti i Sud del mondo. E tutto sfuma nel colore e nella barzelletta. Oplà. Ora sì che non c’è più partita. Anche Taranto è sistemata.

Per dire, due pagine intere sul Corriere della sera ieri in edicola e nemmeno una volta la parola Ilva nei titoli dei vari articoli sull’argomento in questione. Un piccolo dettaglio, tanto per capire come funziona il giornalismo italiano, il grande giornalismo italiano, anche nei suoi più apparentemente ininfluenti particolari.
Gian Antonio Stella, ovvero quando a quelli del Corriere della sera Bruno Vespa gli fanno una pippa.

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Un pensiero su “Inviati

  1. anonimo

    Caro blogger (non sono ruscito a trovare il tuo nome nel tuo sito)non so se sei meridionale o meno, pero indipendentemente da cio voglio dirti una cosa: per un giornale, una TV, un qualsiasi mezzo di comuicazione (quasi tutti in mano a settentrionali), se lo sei, tu hai un male inguaribile: essere del Sud.Loro ci navigano a dipingerci come merde, come pezzenti, come mafiosi, come trogloditi. Gli unici merdionali buoni, sono quelli che emigrano al Nord e arricchiscono le loro aziende (e per la maggior parte poi votano lega e sono tra i primi a disprezzare il sud).Il corriere arriva puntualissimo con il suo Stella… Repubblica tre anni fa arrivo´ puntualissimo con Maltese a descrivere il dissesto della precedente amministrazione.Ne Corriere ne Repubblica hanno messo in evidenza che la citta si e´ sbarazzata dei suoi amministratori corrotti, che Stefano a quasi risanato il buco (nonostante i 57 milioni di evasione ICI da parte di ILVA)… se vengono a Taranto intervistano Riva (pluricondannato per piu reati) e il solito buzzurro di cui non faccio il nome).A tutto cio c´e´ solo una cosa da fare: Gandhianamente boicottiamo il Nord!

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