“Il ragazzo con la bicicletta”, storia esemplare di quotidiana resistenza contro le ingiurie del mondo


Il ragazzo con la bicicletta è un film sulla forza. Forza della diversità, forza di carattere, forza spirituale e anche forza fisica. Ed è la forza che irradiano i due bellissimi protagonisti, un bambino rifiutato da tutti e una parrucchiera coraggiosamente sola (lei poi, Cécile De France, è davvero memorabile) di questo bellissimo film dei fratelli Dardenne (film che ho avuto la fortuna di vedere alcune sere fa nei Giardini pubblici di Porta Venezia a Milano) la chiave di lettura di un’esemplare storia di solitudine ed emarginazione dei nostri tempi. La forza di resistere, la forza di chi spesso deve combattere da solo ma è comunque consapevole di essere sempre il più forte di tutti, contro ogni avversità, contro ogni miseria umana, contro il destino mai così cinico e baro come quando ci si mette. Quasi un Quattrocento colpi con Jean Pierre Léaud stavolta in bicicletta, stesso stile diretto e aspro, sincero ed essenziale nel raccontare il dolore, la solitudine e la forza interiore di chi non si arrende. Disperatamente soli, il bambino e la giovane donna non hanno però paura di niente, anche se farebbero bene a volte ad essere più prudenti e riflessivi. E chissà poi se alla fine riusciranno a non farsi travolgere dalla terribile e inarrestabile stupidità del mondo? Basta vederlo (ne vale la pena).

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